I GIUDICI DEL PROCESSO PENALE

In questa sezione del menu si riportano in modo schematico i vari giudici che, di volta in volta, a seconda delle fasi e delle scelte processuali delle parti, possono essere chiamati a giudicare il processo penale o alcuni segmenti di esso. L'obiettivo resta quello di fornire supporto al cittadino affinché comprenda con quale tipo di autorità giudiziaria si trova ad avere a che fare, orientando di conseguenza le proprie scelte.

 

Il GIP - Giudice per le indagini preliminari

Il GIP è un giudice monocratico senza autonomi poteri d’iniziativa probatoria, poiché interviene solo a richiesta del PM o dei difensori delle parti durante la fase delle indagini (v. sopra fase 1 nella sezione 'processo penale'). Ha funzioni preordinate a garantire i diritti dell’indagato nella fase delle indagini preliminari. 

Egli non ha un proprio fascicolo, a differenza del giudice del dibattimento. Gli atti da lui conosciuti sono di solito quelli che il Pubblico Ministero decide di allegare alle istanze che presenta al GIP.

Il GIP può accogliere o respingere le richieste del PM, tra cui: 

  • richieste di misure cautelari personali (custodia in carcere, domiciliari, divieto di avvicinamento a determinati luoghi ecc),

  • richieste di misure cautelari reali (sequestri probatori, preventivi, per equivalente),

  • richiesta di autorizzazione alle intercettazioni telefoniche e ambientali,

  • richiesta di archiviazione della notizia di reato,

  • richiesta di giudizio immediato, con emissione del relativo decreto,

  • richiesta di emissione del decreto penale di condanna, con emissione del medesimo.

Il GIP può accogliere o respingere le richieste che provengono anche dalle altre parti, tra cui:

  • richiesta di opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla persona offesa,

  • richiesta di incidente probatorio, proposta dalla difesa dell’indagato o dal PM,

  • richiesta di patteggiamento nella fase delle indagini preliminari,

  • istanza di messa alla prova nel corso delle indagini preliminari,

  • impugnazione avverso il rigetto di istanze di dissequestro presentate al PM, ecc.

 

Il GUP - Giudice dell’udienza preliminare

È un giudice monocratico che al termine dell'udienza preliminare (quando questa fase è presente), è chimato a sciogliere l'alternativa tra: 1) decreto che dispone il giudizio (in accoglimento della richiesta del PM di rinviare a giudizio l'imputato) e 2) sentenza di non luogo a procedere (in accoglimento della richiesta della difesa dell'imputato).

Il GUP, inoltre, è spesso chiamato a giudicare importanti riti alternativi.

 

Il TRIBUNALE DEL RIESAME

È un organo collegiale, composto da tre giudici, deputato al controllo di merito e di legittimità sulle ordinanze dei GIP che dispongono una misura cautelare personale o reale. Impugnando un’ordinanza davanti al Tribunale del Riesame, viene incardinato un procedimento incidentale, destinato a definirsi in tempi rapidi, a seguito di un’udienza in camera di consiglio, con la partecipazione eventuale del PM e la partecipazione necessaria del difensore dell’indagato che ha presentato il ricorso o l’appello. Questo tribunale definisce il procedimento mediante un’ordinanza ricorribile per cassazione.

 

Il TRIBUNALE MONOCRATICO e il TRIBUNALE COLLEGIALE

Il Tribunale può essere composto da un solo giudice oppure da tre giudici e giudica per il primo grado di giudizio. La composizione monocratica o collegiale dipende da criteri quantitativi e qualitativi previsti per legge, che consistono, rispettivamente, nella pena edittale astrattamente prevista per il reato e nella complessità di trattazione giudiziale del reato stesso. I Tribunali giudicano la maggior parte dei reati.

 

La CORTE D’ASSISE

È un organo collegiale composto da 8 giudici di cui 2 togati (presidente e giudice a latere) e da 6 giudici popolari estratti a sorte tra i cittadini italiana iscritti in un apposto albo. La Corte d’Assise è competente a giudicare pochi reati di estrema gravità nel primo grado di giudizio.

 

La CORTE D’APPELLO

È un organo collegiale, composto da 3 giudici, competente a giudicare sulle impugnazioni proposte avverso le sentenze del tribunale (monocratico o collegiale). Le sentenze d’appello sono ricorribili per cassazione.

 

La CORTE D’ASSISE D’APPELLO

È un organo collegiale, composto da da 8 giudici di cui 2 togati (presidente e giudice a latere) e da 6 giudici popolari estratti a sorte tra i cittadini italiana iscritti in un apposto albo, competente a giudicare sulle impugnazioni proposte avverso le sentenze della corte d’assise. Le sentenze della corte d’assise d’appello sono ricorribili per cassazione.

 

La CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

È un organo collegiale, presente solo a Roma, composto da 5 giudici. È competente a giudicare in ultima istanza in caso di impugnazione presentata nei confronti delle sentenze di condanna delle corti d’appello oppure delle corti d’assise d’appello. In alcuni casi è possibile proporre ricorso diretto per cassazione, saltando il grado intermedio d’impugnazione.  

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